La Comedìa, conosciuta soprattutto come Commedia o Divina Commedia è un poema allegorico - didascalico di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare fiorentina Composta secondo i critici tra il 1306/07 e il 1321, anni del suo esilio in Lunigiana e Romagna,la Commedia è l'opera più celebre di Dante, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale; conosciuta e studiata in tutto il mondo, è ritenuta una delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi.Il poema è diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ognuna delle quali composta da 33 canti (tranne l'Inferno, che contiene un ulteriore canto proemiale). Il poeta narra di un viaggio immaginario, ovvero di un Itinerarium Mentis in Deum[5], attraverso i tre regni ultraterreni che lo condurrà fino alla visione della Trinità. La sua rappresentazione immaginaria e allegorica dell'oltretomba cristiano è un culmine della visione medievale del mondo sviluppatasi nella Chiesa cattolica.Trama : L'Inferno, la prima delle tre cantiche, si apre con un Canto introduttivo (che serve da proemio all'intera opera), nel quale il poeta Dante Alighieri racconta in prima persona del suo smarrimento spirituale e dell'incontro con Virgilio, che lo condurrà poi ad intraprendere il viaggio ultraterreno raccontato magistralmente nelle tre cantiche. Dante si ritrae, infatti, "in una selva oscura", allegoria del peccato, nella quale era giunto avendo smarrito la "retta via", la via della virtù, e giunto alla fine della valle...Estratto : Or bene: supponi ch'io sia in quel caso, in queldesso e, forse in peggiore, vedendomi pervenuto al varcopiù arduo del mio cammino, al punto più difficile delmio lavoro ‒ l'epoca di Dante Allighieri. ‒ Nè credereche con l'immagine della malaugurata foresta io alludaalla Divina Commedia, che anzi gli orrori e le tenebredel suo Inferno sono assai minori in paragone di quantil'ozio e la ciarlataneria letteraria di lunghissimi anni neaccumulavano sopra tutto il poema. Tu sai quanto e finoa quale eccesso in Italia e fuori d'Italia si parla, si sparla,si sogna, si delira a costo del divino Poeta; sai cheoggi la mania d'insolentire contro ed a favor d'esso scrivendoin tutti i sensi possibili sormonta ogni segno. Adimmaginare la immensa caterva di tali scrittori, richiamaal pensiero il flagello delle locuste mandate da Dio a devastaregli ubertosi campi di Egitto. Quale de' due flagellisia più funesto, giudicalo paragonando le conseguenzedi entrambi. Dall'infinito gregge escludi pochissimivalentuomini davvero, e vedrai che la luce per essiversata sul Poeta è sì varia, sì capricciosa, ed emana indirezioni così opposte, che ogni effetto ne rimane distrutto,‒ appunto come in simigliante caso avverrebbed'una statua, ‒ e toglie all'occhio ogni mezzo di scernerequel che prima potea ravvisare in forme più distinte.Dopo ciò, non ti pare che gli scrittori coll'intenzione ‒supponila anche incolpabile ‒ di appianare la via al Poema,l'abbiano resa impraticabile, e che poi tutti insiemeraccolti vadano contribuendo a recarcelo a noja ?Biografia : Dante Alighieri, o Alighiero, battezzato Durante di Alighiero degli Alighieri e anche noto con il solo nome Dante, della famiglia Alighieri (Firenze, tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 - Ravenna, notte tra il 13 e il 14 settembre[1] 1321), è stato un poeta, scrittore e politico italiano. Il nome "Dante", secondo la testimonianza di Jacopo Alighieri, è un ipocoristico di Durante;nei documenti era seguito dal patronimico Alagherii o dal gentilizio de Alagheriis, mentre la variante Alighieri si affermò solo con l'avvento di Boccaccio...